Menù d'autore: Leonardo Fallani

Riprendiamo gli eventi alla Badia con la prima di una serie di cene "d'autore".

Venerdì 22 ottobre 2021 ore 20:30 
Abbazia di Badia a Settimo - Via S. Lorenzo a Settimo - Badia a Settimo (Scandicci)

Cuoco per passione e non per mestiere, il nostro socio Leonardo Fallani ci propone un ricco menù all’insegna dei sapori e dei colori autunnali, in abbinamento con i vini biologici della Fattoria di San Michele a Torri. Iniziamo così un ciclo di cene “d’autore” con le quali vogliamo riprendere un contatto diretto con i soci e con i produttori della nostra rete.

Flan di topinambur su crema di zucca con biscotto salato
"Rosè Brut" Vino Spumante

Risotto “cacio e pepe” al profumo di rosmarino con pera caramellata
"Campotrovo" IGT Toscana Bianco

Millefoglie di arista, patate e gorgonzola
"Nudo" IGT Toscana Rosso (senza solfiti aggiunti)

Strudel di mele con crema inglese al Calvados

Prezzo Soci Slow Food € 20,00
Soci Slow Food Giovani (fino a 30 anni) € 10,00
Posti disponibili 50

Prenotazione obbligatoria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / 3487745775 (Giovanna) / 3496355031 (Patrizia)

L'evento è riservato ai soli soci Slow Food.
Chi non è ancora socio potrà associarsi durante la serata (costo tessera annuale: € 25,00 ordinario / € 10,00 socio giovane).

 

Leonardo Fallani lavora all’Università di Firenze, di giorno fa esperimenti di Fisica Quantistica, nel tempo libero si diletta come cuoco, panificatore e suonatore. Amante del buon mangiare e del buon bere e di tutto ciò che ruota intorno al mondo del cibo, sempre più convinto del suo ruolo centrale per il benessere individuale, sociale, ambientale. Dal 2017 fa parte del Comitato di Condotta di Slow Food Scandicci, dove coordina i lavori del gruppo Comunicazione. 

La Fattoria di San Michele a Torri, biologica dal 1993, è situata sui colli di Scandicci a cavallo tra le zone vinicole del Chianti Colli Fiorentini e del Chianti classico. Si estende su 370 ettari di terreno, di cui 55 sono coltivati a vigneto, 40 a oliveto e la restante parte a seminativo, bosco e allevamento di Cinta Senese. Da tanti anni fa parte della Rete dei produttori di Slow Food Scandicci, con cui collabora per la realizzazione di iniziative.