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Scandicci: storia e territorio

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ScandicciIl suo territorio si estende su una superficie di 59,59 km² dal fiume Arno, che forma il confine naturale a nord, fino alla valle del fiume Pesa a sud-ovest. Con i suoi 50.000 abitanti Scandicci è tra i comuni più popolati della provincia di Firenze.

Col crescere di dimensioni della popolazione e con il conseguente sviluppo urbanistico l'abitato di Scandicci si trova oggi sul confine della città di Firenze, con i due centri abitati che si uniscono senza un confine evidente. Il territorio di Scandicci è circondato dal verde dei suoi boschi, delle colline e da alcuni parchi.

Nei documenti ufficiali Scandicci compare per la prima volta nel 1774 quando la riforma leopoldina istituisce la comunità di Casellina e Torri (vecchio nome di Scandicci) che va ad accorpare un gran numero di piccole comunità. Negli anni successivi la cittadina viene ampliata territorialmente per andare ad inglobare le comunità di Cintoia, Marignolle e parte di Soffiano ma rimane un paesino fino agli anni '60 quando una vera e propria ondata di immigrazione (soprattutto da Firenze, dalle campagne della provincia e da altre zone della Toscana), in poco meno di 10 anni, triplica la popolazione comunale.

Nel comune di Scandicci sono presenti numerose ville. Tale presenza testimonia il desiderio degli artigiani e dei borghesi di un tempo di avere una residenza, oltre che comoda e fuori mano, anche espressione della cultura artistica della Firenze di cui Scandicci era satellite. In queste ville non è difficile trovare infatti la mano degli stessi artisti chiamati a costruire operare più importanti nella vicina Firenze. Le maestranze e gli artisti erano, in questo modo, valorizzati e i migliori potevano emergere, dando lustro e fama alla scuola fiorentina. Dopo il restauro, le stesse ville, costruite in zone panoramiche ma poco accessibili, richiedevano l'apertura di strade per essere raggiunte in modo più diretto. Tale apertura di strade innescava un circolo virtuoso in quanto la villa poteva essere più facilmente raggiunta da vicini che, notando i lavori effettuati, imitavano, nelle loro proprietà, quanto fatto.

Per maggiori informazioni sulla storia di Scandicci, visita il sito Scandicci: storia e memoria a cura di Scandicci Cultura.

 

Lastra a Signa

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Lastra a SignaIl toponimo deve il suo nome alle cave di pietra arenaria, da cui si ricavavano le "lastre", e dalla vicinanza con Signa, anche se fino al XIII secolo era nota come Lastra a Gangalandi, dal nome della famiglia feudale della zona. L'insediamento è anteriore all'XI secolo, quando faceva parte dei feudi dei Cadolingi di Fucecchio.

Presto il borgo entrò nelle mire espansionistiche di Firenze, grazie anche alla felice posizione sulla Valdarno. Dotata di tre fortificazioni (il castello di Monte Cascioli, il castello di Monte Orlando e il più potente fortilizio nel centro cittadino), dovevano esser già cadute nel 1365, quando le mura cittadine vennero messe d'assedio dai pisani nella guerra contro Firenze. Nel 1377 la cinta muraria venne rifatta con torri e merlatura.

Nel 1529 la cittadina, sotto il comando di Francesco Ferrucci, oppose resistenza alle truppe imperiali diretti all'assedio di Firenze, ma venne presa e saccheggiata.

Il Ponte Nuovo sull'Arno costruito tra il 1150 e il 1200, è stato distrutto più volte. La prima durante l'assedio dalle truppe del signore di Lucca Castruccio Castracani, poi durante la seconda guerra mondiale durante la ritirata tedesca.

Storica è la produzione dei cappelli di paglia di Firenze.

Negli anni sessanta, settanta e ottanta molto attiva fu la Adica Pongo ditta produttrice tra gli altri del Pongo e del DAS, cessa la sua attività all'inizio degli anni novanta.

 

Sesto Fiorentino

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Sesto FiorentinoIl più antico insediamento umano nella piana fiorentina risale al Mesolitico (circa 9.000 anni or sono), ma solo nel Neolitico (da 6.100 a 5.000 anni fa circa) si hanno evidenze archeologiche di un diffuso popolamento, con villaggi ove si praticavano attività agricole e pastorali.
È attestato altresì un impianto con le più antiche fornaci per la cottura della ceramica.

[...] Il primo nucleo abitativo avvenne in epoca romana lungo l'antica via consolare verso Pistoia e Lucca al Sextus ab urbe lapis; di quell'epoca sono ancora evidenti la centuriazione della campagna.
Che il luogo fosse frequentato si capisce anche dai toponimi della zona: Terzolle, Quarto, Quinto, Sesto e Settimello.

[...] La bonifica della piana riprese in epoca fascista, con decreto ministeriale del 12 luglio 1930. Nel secondo dopoguerra il territorio di Sesto Fiorentino è stato oggetto di una veloce espansione urbanistica e di un notevole sviluppo economico.

 

Campi Bisenzio

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Campi BisenzioNello stemma del comune è rappresentato, su fondo rosso, un levriere rampante con collare azzurro, sormontato da una corona murale in oro con muro aperto di quattro porte, di cui tre a vista, e sedici finestre, di cui nove a vista, sormontate da sedici merli.
Il gonfalone è composto da un drappo rosso, riportante l'arme sopra descritta, con la scritta d'oro "Comune Campi Bisenzio" su due righe in capo e in punta.

Lo stemma è di antiche (il comune lo adotta almeno dal 1774) e oscure origini.
Una prima ipotesi, formulata dall'araldista Luigi Passerini (XIX sec.) lo fa derivare dall'assonanza tra la parola cane (in latino canis) e il nome del paese, anticamente scritto anche "Canpis".
Una seconda ipotesi, più elegante, cerca le origini del blasone nella secolare fedeltà di Campi alla città di Firenze, ben rappresentata dal cane.
Una terza ipotesi collega la figura del levriero all'antica tradizione di caccia che ha caratterizzato il territorio campigiano.

 

Calenzano

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CalenzanoFu un importante nodo viario in epoca romana, dove sorse un castello nel medioevo a controllare la strada, sul sito collinare dell'attuale Calenzano Alto.
Fu fortificato definitivamente nel XIV secolo.
Oggi è prevalentemente un centro sede di industrie nella piana fiorentina.

Calenzano offre diverse attrattive di interesse culturale. Sul suo territorio, sono presenti ville molto belle e delle chiese di interesse storico-artistico.
La principale attrazione è Calenzano Alto, il borgo medievale e centro storico di Calenzano, ancora oggi racchiuso dalle sue mura.
In località Settimello si estende il Parco del Neto.